Come scegliere con chi interagire?

Ogni persona sceglie con chi interagire in base alle affinità caratteriali, ai valori condivisi, alle passioni in comune, agli ideali.

Per gli introversi questa regola vale ancora di più. Infatti una delle peculiarità della personalità introversa è l’alta affinità che bisogna avere con le persone con cui si sceglie di interagire.

Le persone evolute e mentalmente aperte, riescono ovviamente a comunicare con qualunque tipo di persona, anche quando si hanno idee diverse o un diverso modo di sentire e vedere la vita, l’importante è avere una buona elasticità mentale e un buon livello di tolleranza, che impediscano di vedere come un affronto o una minaccia chi parla un linguaggio diverso dal nostro.

Per quel che mi riguarda credo di avere la capacità di confrontarmi con chiunque, tranne quando non vi siano delle caratteristiche offensive o di aggressività da parte dell’interlocutore.

Il punto di vista degli altri infatti, può arricchire e farti vedere le cose da angolazioni diverse e dal loro punto di vista puoi sviluppare nuove idee. Inoltre confrontarsi con diversi tipi di persone apre la mente e ti fa conoscere la natura umana, i vari tipi di personalità e le varie sfaccettature.

Persino cercare di analizzare e comprendere il punto di vista limitato e irrazionale degli stupidi o di chi ha pregiudizi o di chi è gretto o cattivo o di chi vuole manipolarti, da un lato può impoverirti, ma anche questo può farti avere strumenti per capire la natura e la psiche umana e per avere mezzi per difenderti.

In alcune situazioni però l’interazione con gli altri può essere tossica e causare dei veri e propri traumi o stress emotivi.

Saper comunicare in maniera sana e funzionale non è da tutti e spesso chi non ne è capace non se ne rende conto e dà la colpa al suo interlocutore.

Comunicare in maniera malsana può logorare i rapporti, specie quando si esprimono solo cattivi sentimenti, frustrazioni, si fanno recriminazioni, accuse ingiuste, attacchi all’identità o al carattere dell’altro e i discorsi sono vuoti e privi di argomenti e contenuti, senza arrivare mai a nessuna soluzione o conclusione. Questo è un inutile spreco di tempo ed energie.

In questo caso si usa l’altro per vomitare i propri rancori, la propria rabbia, le proprie nevrosi o paranoie o per proiettare e spostare sull’altro tutto quello che non si accetta di se stessi, anziché lavorare sulle proprie debolezze e caratteristiche negative per migliorarsi.

Spesso si vedono le cose solo dal proprio punto di vista e questo impedisce di riconoscere le ragioni o i meriti dell’altro.

Quando si è costretti ad avere a che fare nella vita comune con persone che usano un modo di  comunicare disfunzionale e malsano, ad un certo punto devi adattarti, anche per esasperazione, al loro modo malato di comunicare, anche perché è l’unico linguaggio che parlano e che capiscono. Lo stress emotivo che queste situazioni causano, ti fa adeguare anche ai comportamenti più malati, che causano in te ulteriori problemi a livello psicoemotivo e alla lunga anche fisico.

In queste situazioni e con certe persone, credo sia saggio evitare di interagire, soprattutto se si è come delle spugne emotive che assorbono tutto. Infatti in certe situazioni la comunicazione oltre ad essere inutile è anche dannosa, perché certe persone non cambiano e non mettono in discussione il loro comportamento, non capendo che l’atteggiamento degli altri è una conseguenza del loro e rimangono sempre chiuse nelle loro posizioni, ragionando sempre e solo con i loro schemi mentali e condizionamenti preesistenti.

La comunicazione sana non intacca la serenità e la pace interiore delle persone, non stressa, non causa emozioni negative.

Se poi si ha la fortuna di interagire con persone profonde, con ricchezza interiore, questo non solo ti arricchisce, ma ti rigenera anche il cervello. Il tipo di rapporto che si ha con gli altri, può incidere persino sulla chimica del cervello e sulla produzione dei neurotrasmettitori, per cui influisce anche sull’umore e lo stato d’animo delle persone.

Alcuni poi, esprimono atteggiamenti e modi di comunicare malsani solo con alcune persone con determinate caratteristiche, ma non con altre. Questo significa che in loro esiste un modo di esprimersi malsano, alcune volte anche volgare, incivile e persino deviante, ma che viene fuori solo quando interagiscono con determinate personalità, sia per pregiudizio o per incomprensione verso il loro interlocutore o perché lo giudicano più debole o inferiore o perché è una persona con cui non hanno niente da perdere o con cui possono facilmente vincere, oppure perché credono sia facile da manipolare o per motivi inconsci e irrazionali, perché magari identificano in quella persona il loro senso di impotenza o le loro debolezze del passato, quando sono stati anche loro succubi di qualcun altro.

Un altro tipo di persona con cui è saggio evitare di interagire è quella che pretende sempre che l’interlocutore le confermi la sua visione delle cose e non la contraddica mai, che le dica solo quello che vuol sentirsi dire, quella che pensa di aver a che fare con un robot di cui può comandare anche i pensieri o i sentimenti, oppure quelli che non si rendono conto che la loro mente è limitata e fa avere loro una visione semplicistica delle cose, oppure illusoria, quelli che non capiscono che la mente inganna e le cose non sempre sono come si percepiscono e che se non si capisce il punto di vista dell’altro o la sua visione delle cose, i limiti non è sempre l’altro ad averli.

In conclusione possiamo affermare che è importante saper interagire con qualunque tipo di persona, ma è saggio evitare nelle situazioni in cui la comunicazione causa malessere o sentimenti negativi e stress emotivo, perché lo scopo dovrebbe essere arricchirsi e comprendersi reciprocamente, evolversi, anche da un punto di vista emotivo. Saper comunicare nel modo giusto è un talento, una capacità, che dice molto sulla natura e le qualità morali ed intellettive di una persona e la comunicazione malsana può fare molto male e logorare, specie quando non si ha possibilità di scelta.

C’è ancora qualcuno che intende i rapporti umani come una sorta di schiavitù, dove uno comanda e l’altro ubbidisce, dove il rapporto è basato solo sull’abuso e dove non interessa comunicare e comprendersi, ma solo vincere e schiacciare l’altro, dove si vuole detenere solo il potere. Questa è la forma di comunicazione più primitiva, regredita e meschina che ci sia e che dovrebbe sparire una volta per tutte ed essere sostituita dall’ascolto e dalla volontà di comprendere e tollerare l’altro.

Delia Martyn – 2018 – Tutti i diritti riservati.

 

 

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