Differenza tra un leader ed un capobranco.

C’è una grande differenza tra un leader ed un capobranco.

Un capobranco vorrebbe essere un leader, ma non perché ne abbia il talento o per motivi nobili, ma solo per il gusto di comandare ed avere il potere.

Il capobranco infatti fa tutto per il proprio tornaconto, è solo un individuo prepotente con la personalità da bullo, un manipolatore che ha un’influenza negativa sugli altri, assolutamente vuoto e privo di qualunque spessore, che non ha niente da insegnare a nessuno, che non ha etica né valori, ma solo un moralismo di facciata, che ha solo interesse a controllare gli altri e ad averli in pugno.

Il capobranco non ha ideali, non ha sensibilità sociale, ha solo interesse a vedere la propria immagine convalidata dagli altri, non ha empatia, ha cattivi sentimenti ed è un ipocrita, riesce a convincere gli altri che lui è una brava persona, che ha chissà quali capacità, che ha sempre ragione, che tutto quello che fa è necessario e quando ha un minimo di potere ne abusa a spese di chi non ne ha, proprio perché non è all’altezza di quel ruolo.

Il capobranco si circonda di un gregge di pecore, di personalità dipendenti o deboli, con poca capacità di autodeterminarsi, di pensare con la propria testa e di avere senso critico, che credono a lui anche quando dice le cose più assurde, perché le persone forti e razionali non gli permetterebbero di comportarsi come si comporta.

Prende di mira chi lo contraddice, o non lo asseconda, o non gli dimostra stima e si accanisce contro chi non corrisponde ai suoi schemi o presupposti, o è diverso da ciò che lui ritiene “normale”, in particolare contro le persone empatiche e sensibili, specialmente se hanno delle fragilità o vulnerabilità; cerca di isolarle ed alienarle, calunniandole e facendo loro perdere la benevolenza da parte degli altri.

Impone, non propone, non dà la possibilità agli altri di esprimersi, di avere la propria volontà, non convalida le opinioni o i sentimenti di coloro che vede come subordinati o inferiori, è solo gratificato dall’idea di gestire gli altri.

Non avendo altre capacità usa sempre le varie forme di violenza, abuso e maltrattamento, approfittando del fatto che gli altri non possono reagire.

Il vero leader invece lo è per natura senza neanche sapere di esserlo. Il leader a differenza del capobranco è una persona autorevole, non abusa del potere o dell’autoritarismo, ma mette il potere a disposizione degli altri.

Al leader sta veramente a cuore il bene della società, non si accanisce contro i deboli o i diversi, ma al contrario è sempre dalla loro parte. Permette agli altri di esprimersi, prende in considerazione le opinioni di tutti, ha interesse ad ascoltare, ad instaurare un dialogo.

Il leader ha onestà intellettuale, vorrebbe che trionfasse sempre la giustizia, non manipola gli altri, ma al contrario li rende consapevoli e li spinge all’indipendenza. È una persona costruttiva e detesta qualsiasi forma di violenza; agisce sempre mosso da buone intenzioni e non ha secondi fini.

Spesso i veri leader sono stati perseguitati nella storia dell’umanità e paradossalmente hanno meno credibilità dei capibranco, fino a quando non vengono capiti veramente.

I capibranco vedono i leader come una minaccia e ne vogliono rovinare la reputazione, vogliono minare la loro credibilità.

Bisogna imparare a distinguere il leader dal capobranco e scegliere di stare dalla parte del bene. Bisogna togliere qualsiasi potere ai prepotenti in qualsiasi ambiente, anche se per alcuni i capibranco possono apparire buoni o credibili o intelligenti. Non c’è nulla di buono in un prepotente manipolatore e le sue presunte qualità sono tutte false.

Bisogna rendere consapevoli le persone, più strumenti si hanno per capire e più si sapranno distinguere i veri buoni dai finti buoni, i veri onesti da chi non sa nemmeno cosa sia la buonafede.

Se si vuole migliorare la società a cominciare dalle piccole comunità e dagli ambienti dove si vive la quotidianità, non bisogna reggere il gioco a chi usa sotterfugi e passa sopra gli altri pur di avere il potere, anche se a volte sembra la cosa più facile e comoda da fare.

I veri leader, le persone veramente oneste, competenti ed in buona fede, non usano violenza o prevaricazione, non si accaniscono contro i deboli o i diversi, non istigano all’odio, non hanno bisogno di manipolare o mettere nessuno contro nessuno, ma difendono i loro ideali con lealtà e con il solo scopo di fare del bene e proteggere i più deboli dalle ingiustizie, senza avere nessuna voglia di potere né di comandare o di convalidare la propria immagine a spese degli altri.

Delia Martyn  – 2020 – Tutti i diritti riservati.

 

 

 

 

 

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