La “debolezza” come scusa per abusare.

Un narcisista ha varie facce, varie maschere, varie personalità a seconda della situazione e della persona con cui si relaziona. Ovviamente è tutta una recita, è un attore che interpreta varie parti.

Il narcisista non abusa di tutti. In genere quando si trova con persone che rispetta e con cui deve fare bella figura, recita la parte della brava persona, moderna, che sa come comportarsi, che ha a cuore i problemi della società.

Quali sono le persone che rispetta, almeno apparentemente? Quelle che non vede come una minaccia, quelle che hanno potere, quelle che possono farlo punire, quelle da cui deve ottenere qualcosa, quelle a cui riconosce una personalità, un potere, una capacità di giudizio.

Con queste persone si comporta apparentemente bene e non le abusa. Anche perché non avrebbe senso abusare di chi non ha punti deboli o di chi può difendersi o di una persona nel cui animo la cattiveria del narcisista non può attecchire, perché lui non avrebbe il suo approvvigionamento narcisistico.

Nella vita privata o in famiglia invece, con le persone con cui è emotivamente coinvolto e su cui ha un potere, con cui non deve recitare perché tanto comanda lui, il narcisista si toglie la maschera e si mostra per quello che è. Tira fuori la sua parte malata e magari prende di mira un familiare o un figlio che ha determinate caratteristiche e punti deboli.

Per esempio può perseguitare una persona timida o insicura, o vulnerabile o incapace di imporsi o con bassa autostima, o estremamente sensibile o comunque una persona che percepisce con queste caratteristiche. Con questa persona può far credere che le cose che lui fa siano necessarie e magari fa credere pure di fare del bene a quella persona, quando in realtà quello che fa lo fa per se stesso e quella vittima, di lui e dei suoi metodi farebbe volentieri a meno.

Le persone intorno a lui, sia familiari che estranei, a volte possono credere che questi soggetti si comportino così perché è colpa della “debolezza della vittima”, cioè è colpa della vittima se loro la trattano così.

È chiaro che questi soggetti si accaniscono con i più deboli, perché è più facile, ma questo non significa che la colpa sia della vittima o della sua presunta debolezza. Chi fa questi ragionamenti è come se dicesse che uno scippatore, un ladro, un disonesto, scippa le anziane signore perché sono anziane e deboli, è come se lo giustificasse. Lui le scippa perché è un disonesto ed un vigliacco, questa è la verità, allo stesso modo chi ti abusa lo fa perché è lui ad avere un problema non certo tu.

È ovvio che le personalità antisociali se la prendono sempre con i deboli, ma se si comportano così non è colpa della “debolezza” delle loro vittime, ma la colpa è del loro disturbo di personalità e della loro natura; queste persone hanno questo tipo di personalità già a priori, già di base, ancora prima di conoscere le loro vittime; i loro comportamenti non c’entrano nulla con le debolezze della vittima, perché le persone sane, anche se si trovano ad avere a che fare con persone deboli, vulnerabili, insicure, timide, introverse, anziane e chi più ne ha più ne metta, non si comportano come il narcisista, non le maltrattano facendo passare le cose che fanno per cose necessarie, ma anzi le persone sane e perbene, rispettano e supportano i deboli ancora di più e non usano certi metodi per risolvere i problemi.

Perciò la scusa dell’ insicurezza o timidezza o fragilità della vittima non sta in piedi, queste persone si assumessero le loro responsabilità così come il loro gregge di pecore e tutti quelli che difendono l’indifendibile.

Delia Martyn – 2021 – Tutti i diritti riservati.

 

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