La storia di Britney Spears e di altre come lei.

Da anni la stampa parla dei disturbi mentali della famosa rockstar Britney Spears e di come il padre abbia il completo controllo su di lei.

Si dice che insieme ad altri membri del suo staff le abbia tolto ogni diritto e libertà e che non sia più padrona della sua vita.

Con ogni probabilità questa è una delle tante storie di abuso che vengono messi in atto soprattutto nei confronti delle donne e non solo famose ma anche comuni.

Ammesso che la Spears abbia la depressione o il disturbo bipolare, non è detto che sia incapace di intendere e di volere o che sia un pericolo per qualcuno o per i suoi figli. Per cui aveva bisogno di essere aiutata in maniera diversa.

Può anche darsi che abbia sviluppato i suoi disturbi veri o presunti in seguito al forte stress per gli abusi ed il controllo intrusivo che ha subito.

In ogni caso una depressione non giustifica il fatto di togliere ogni diritto e libertà ad una persona o che non possa più essere padrona della sua vita, tranne ovviamente in casi estremi.

Alcune donne non hanno disturbi o malattie mentali, sono solo molto stressate ed esaurite per i maltrattamenti, le ingiustizie e gli abusi che subiscono e perché sono prigioniere di qualcuno che le tiene in gabbia e vuole avere il totale controllo su di loro.

In casi come questi anche la persona più sana ed equilibrata impazzirebbe o avrebbe un crollo nervoso. Ma quando poi succede, si fa fatica a far capire che si è state vittime di abusi che hanno portato ad avere un crollo emotivo e che il tuo persecutore invece di avere il totale controllo su di te dovrebbe essere allontanato.

Nella maggior parte dei casi i persecutori hanno una buona immagine sociale, perché tengono alla rispettabilità e curano le apparenze e poi perché apparentemente si conformano a quello che la società richiede. Ovviamente è solo una recita, perché umanamente e moralmente non valgono nulla, ma si approfittano del fatto che gli altri li vedano come “brave persone”.

Mentre la loro vittima può avere caratteristiche che non sono comprese e accettate dalla società, per cui non gode della rispettabilità e poi è vera, autentica e mostra anche le sue fragilità, non ha una maschera come i suoi persecutori, perciò non ha grande credibilità, anche se umanamente e moralmente è una persona impeccabile. Se è una persona che ha uno stigma, una caratteristica verso cui la società ha sempre avuto pregiudizi, il persecutore approfitta di questa situazione e la usa contro di lei per manipolare ulteriormente la sua immagine sociale e dipingerla per ciò che non è.

A volte la vittima ha un’autostima normale ed una personalità sana ed equilibrata, poi viene continuamente aggredita, offesa, umiliata, mortificata, calunniata, trattata da stupida e come se non avesse diritti e dignità, le viene fatto di tutto, viene usata come capro espiatorio delle colpe degli altri, nessuno rispetta i suoi confini. In una situazione del genere chiunque sarebbe esasperato, con un sistema nervoso logorato ed è più che normale che prima o poi crolli. Nel momento in cui succede, i persecutori usano l’esasperazione della vittima contro di lei per farla passare per cattiva, pazza, instabile, quando invece sono stati loro a portarla a questo punto. Questo è uno degli esempi che fanno capire come gente senza scrupoli possa manipolare una situazione contro la persona che ha preso di mira.

Sulla malattia mentale ci sono sempre stati pregiudizi e idee sbagliate ed ovviamente uno stigma sociale. Bisogna distinguere tra disturbi clinici come può essere la depressione, l’ansia, gli attacchi di panico ed i disturbi di personalità, come ad esempio il disturbo narcisistico o antisociale o borderline o istrionico.

Ovviamente non tutti i disturbi mentali tolgono la capacità di intendere e di volere, non tutti tolgono la lucidità e non tutti rendono pericolosi per se stessi o per gli altri.

Alcune persone con qualche disturbo, sono vittime di abusi e non carnefici. Inoltre i vari disturbi possono essere egosintonici come il narcisismo, in cui la persona si sente perfettamente a suo agio con i suoi comportamenti disfunzionali ritenendoli normali e non soffrendo, ma facendo soffrire chi le sta accanto.

In questi casi si può essere un pericolo per gli altri e danneggiare la loro integrità fisica o morale e si ha una visione distorta di sé stessi, degli altri e della realtà, fino ad avere idee psicotiche.

Ci sono poi disturbi egodistonici, in cui una persona si rende conto di stare male, ma magari non danneggia nessuno e non perde il senso della realtà.

È chiaro che in questa storia la vittima sia la Spears e che la vera persona disturbata sia il padre e questo succede in molte altre storie simili. Donne abusate, controllate, manipolate, sfruttate, prigioniere di un persecutore che si approfitta di loro, a cui hanno rubato la vita e la libertà.

I veri psicopatici, quelli da isolare, da temere, da punire, da allontanare, a cui togliere potere e libertà, sono quelli sadici, manipolatori, che abusano del potere, dell’autoritarismo, che si approfittano degli indifesi, degli innocenti, dei più vulnerabili, che calunniano, che li usano come capro espiatorio, che manipolano la loro immagine sociale, che li isolano mettendo tutti contro di loro, che negano i loro diritti, che offendono gratuitamente la loro dignità ed i loro sentimenti, che non hanno empatia, sensibilità, che non provano rimorso, che provano gusto a fare del male gratuito a chi non lo merita, che giocano con la mente e le vulnerabilità degli altri, che intaccano la loro integrità fisica e morale.

Quelli che giocano con i sensi di colpa delle vittime, che odiano una persona per la sua fragilità, che hanno una realtà distorta, che trasformano una persona da vittima a colpevole, la maltrattano e poi l’accusano di ciò che fanno a lei, per cui l’abusano continuamente, che pensano a salvarsi l’apparenza a discapito della vittima, che non rispettano le diversità, che tengono in pugno gli altri non lasciando loro nessuna autonomia, che creano una realtà distorta e ribaltano una situazione in cui fanno del male a loro favore.

Quelli che rovinano persone innocenti e non provano nessun rimorso, che denigrano, svalutano, disistimano gli altri per partito preso, che proiettano la loro malvagità sulle vittime, che rovinano e sconvolgono la vita, la salute e la reputazione degli altri.

Le persone che non fanno male a nessuno,  inoffensive, che hanno un sentire ed una personalità di base sana, che hanno lucidità, onestà, senso della realtà, ed un animo buono e che magari sono depresse, ansiose, o socialmente fobiche perché altamente sensibili e si stressano facilmente andando in iperstimolazione, con più difficoltà ad adattarsi ad una società che va al contrario di come dovrebbe andare, che hanno un malfunzionamento della serotonina oppure sono state maltrattate ed abusate anche emotivamente, violentate nell’animo, non sono psicopatiche, non hanno disturbi mentali.

Quelle che hanno vissuto in un ambiente tossico, che non hanno avuto sostegno, che hanno sempre pagato le colpe degli altri e più che avere disturbi mentali sono traumatizzate, esaurite, con sofferenza e malessere emotivo, che sono vittime e non carnefici e che carnefici non lo diventeranno mai, che per il male che hanno ricevuto sono diventate ancora più empatiche e dalla parte dei deboli, che non sono diventate sadiche come i loro aguzzini, che non hanno mai avuto giustizia, non sono da stigmatizzare, da temere, da isolare, non devono essere ridotte in schiavitù, private della loro libertà, gestite da qualcun altro, ma hanno bisogno di essere liberate e tutelate, specie dai loro persecutori, da chi le ha ridotte così. 

Hanno già sofferto e pagato abbastanza per colpe non loro e non devono pagare le colpe degli altri per sempre, ma hanno diritto alla serenità ed a essere padrone della propria vita.

Ma ancora certe forme di violenza, certe dinamiche non si conoscono, non si capiscono ed è facile confondere le acque o a volte nonostante si sappia la verità, i carnefici hanno la complicità di altri.

Tutto questo perché da sempre nella società, c’è stato il disprezzo per il debole, per chi non ha potere, per chi non conta niente, per chi mostra liberamente le proprie fragilità, le proprie emozioni e la propria sensibilità.

A volte anche chi fa parte del gregge di pecore del narcisista, che a sua volta ha ricevuto i suoi abusi, perché il narcisista non riesce ad essere gentile neanche con chi è dalla sua parte, regge il suo gioco facendo credere che le malefatte che lui ha messo in atto verso questa persona succube, siano opera di quello che il narcisista ha scelto come capro espiatorio. Pensiamo un po’ quanto possa essere tossico un gruppo di questo genere e fin dove può arrivare la malvagità e la pochezza umana. Roba veramente di altri secoli o da film dell’orrore. Questo succede anche perché la vera vittima è sola contro tutti, mentre il vero carnefice ha intorno gente plagiata ed indottrinata che gli regge il gioco.

Bisogna combattere e contrastare queste forme di violenza, parlarne, far conoscere queste dinamiche, non lasciare le vittime abbandonate a se stesse, non tramandare il disprezzo per i deboli alle nuove generazioni, non dare potere a chi non lo merita, ci sono ancora forme di schiavitù nascoste, accettate, ammantate di qualcos’altro, cercare di capire chi sono i veri matti, i veri malati e chi invece è solo sofferente perché è stato trattato in un modo incompatibile con la natura umana e gli è stato impedito di essere se stesso.

Non sempre le cose sono come appaiono e sarebbe bello non fosse utopia un mondo dove i buoni, i giusti, gli idealisti venissero valorizzati e non più perseguitati, dove la sensibilità non fosse più fatta passare per follia e dove le vere personalità deviate venissero curate e messe in condizione di non nuocere a chi ha solo la “colpa” di essere capitato con le persone sbagliate.

Delia Martyn – 2021 – Tutti i diritti riservati.

 

 

 

 

 

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