Le nevrosi che si scambiano per qualità.

Alcune persone che soffrono di ansia esagerata e generalizzata, di gravi nevrosi e paranoie, o di fobie, o di difficoltà a gestire le emozioni fino a rendere impossibile la vita a se stesse e agli altri, fino ad avere atteggiamenti persecutori ed ossessivi, sono convinte che questo le renda migliori degli altri, migliori di quelle persone che possono apparire più fredde ma che a volte in realtà, sono solo più capaci di gestire le loro emozioni e di avere più padronanza di sé.

È anche vero che le persone altamente sensibili, o con un animo più delicato, con più empatia e con una maggiore capacità di sentire, per via della loro struttura psicologica, sono più predisposte allo stress emotivo, a prendersela eccessivamente per tutto e ad una maggiore reattività agli stimoli esterni, ma è anche vero che si può essere sensibili e riuscire comunque a gestire le proprie ansie ed emozioni.

Alcune persone invece, credono che avere ansia estrema fino a perdere il controllo, la lucidità e la razionalità, voglia dire essere migliori, avere maggiori scrupoli e maggiore interesse verso gli altri e le situazioni della vita ed a volte accusano di menefreghismo o insensibilità altre persone che magari provano la stessa ansia ma se la tengono dentro, senza scaricarla su chi sta intorno a loro, oppure che riescono a vivere con più equilibrio non lasciandosi sopraffare dalle emozioni.

Credo che queste convinzioni siano delle distorsioni cognitive, credenze errate che a volte sono alimentate anche dall’ambiente in cui queste persone vivono.

Le motivazioni dall’ansia sono inconsce, sono cose che sfuggono al controllo razionale, possono dipendere da traumi, dal nostro vissuto o dalle persone che ci hanno influenzato. Questo rende difficile gestirla, ma non significa che non si possa imparare ad avere un maggiore autocontrollo.

L’ansia eccessiva è la preoccupazione per delle cose spiacevoli che potrebbero accadere prima ancora che accadano. In pratica si prova ansia per delle cose che si immaginano, che non sono altro che paure e paranoie della propria mente.

È vero che esistono purtroppo anche persone realmente fredde, insensibili e menefreghiste, ma pensare che per essere sensibili ed interessarsi alle cose bisogna essere nevrotici fino a rendere la vita impossibile è un modo di pensare malsano.

Così come è sbagliato credere che chi dimostra un atteggiamento più calmo e controllato sia una persona disinteressata a tutto.

L’ansia, le nevrosi, la paranoia, le fobie, la difficoltà a gestire le emozioni, sono disturbi psicologici, non sono una colpa, ma non sono neanche un merito. Sono una condanna, una sofferenza, ma l’interesse di una persona verso le cose, non dipende necessariamente da questo.

La normalità è vivere in modo equilibrato ed avere una buona padronanza delle proprie emozioni e dei propri stati d’animo. Essere prudenti e responsabili, ma senza scadere nell’ossessione e nella perdita di controllo. Questo è un merito. Ciò non significa non essere sensibili verso le cose che meritano la nostra sensibilità o non preoccuparsi nel momento in cui le cose accadono davvero. Ma vivere eccessivamente col timore che possano accadere è un problema psicologico e va visto come tale, non certo come espressione di superiorità morale.

Alcune persone poi eccessivamente nevrotiche e paranoiche, non hanno nemmeno una reale sensibilità o empatia o un reale interesse verso il prossimo, ma solo un bisogno compulsivo di controllo sugli altri e sulla loro vita, pensando che siano oggetti di proprietà o non vedendoli come esseri autonomi, oppure hanno solo bisogno di aumentare il potere che credono di avere e questi comportamenti malsani non si presentano mai da soli, ma sono sintomi di contorno di altri disturbi, come i disturbi di personalità o le alterazioni dell’umore.

Spesso queste persone trasmettono ad altri le proprie nevrosi, come per esempio ai figli, rendendoli insicuri e dipendenti e facendo sviluppare loro altri problemi emotivi, ma l’ambiente anziché riconoscere i tratti malsani della loro personalità, li legittima interpretandoli come un maggiore interesse verso gli altri ed una maggiore scrupolosita’.

Le persone sane invece, hanno sensibilità, interesse, scrupoli e prudenza, ma senza diventare ossessive ed irrazionali, sapendo gestire le proprie emozioni, perché qualsiasi comportamento privo di razionalità e di controllo, qualsiasi nevrosi o paranoia, non ha nulla a che vedere con le qualità o i meriti, ma è sempre espressione di un disagio, di un malessere, di un disturbo clinico o di personalità, che non dipende da ciò che sta succedendo in quel momento, ma che ha radici lontane e profonde e può anche essere indice di incompetenze sociali ed emotive.

Per cui credo che sia sano aspirare ad un modello di personalità sensibile ed empatica, ma con una buona padronanza di sé e della gestione delle emozioni. Questa è la vera forza e la vera virtù, è un tipo di personalità che può dare benessere a se stessa e agli altri. Ovviamente bisogna avere delle capacità di base, ma si può anche lavorare su se stessi per raggiungere un equilibrio migliore, però è fondamentale modificare il proprio modo di pensare, non vedere cioè le proprie nevrosi come espressione di qualità morali, ma solo come elementi di disturbo che vanno corretti, ovviamente con metodi intelligenti e personalizzati.

Delia Martyn – 2019 – Tutti i diritti riservati.

 

Precedente Il concetto di brava ragazza. Successivo Il potere che si dà alle persone sbagliate.