Gli sconti che non si fanno ai buoni.

Il modo di ragionare della società è sempre stato incoerente, contraddittorio, ipocrita. Da sempre nel mondo, il sistema ha funzionato in maniera assurda, per lo meno dal punto di vista di chi analizza la realtà in maniera logica e idealista.

La maggior parte della gente ha la tendenza a condannare l’altro, ad essere punitiva, a denigrare, ad usare qualunque debolezza o fragilità contro gli altri pur di farli apparire peggiori, a sfruttare le situazioni quando gli altri sono in difficoltà, o sono emarginati, o sono incompresi, o sono visti come sbagliati, ad usare contro gli stereotipi o i condizionamenti culturali, per poi mostrare un’ insolita indulgenza nei confronti di situazioni o persone contro cui invece bisognerebbe combattere.

La maggior parte della gente ipercritica, più che criticare disprezza, denigra e svaluta l’altro, è pronta a mettere in risalto difetti veri e presunti degli altri, a dare addosso al prossimo quando ha atteggiamenti fuori dagli schemi o fuori da ciò che ci si aspetta da lui, oppure giudica una persona per un singolo comportamento o una singola caratteristica, da un unico atteggiamento si danno giudizi su tutta la sua persona, focalizzandosi su un solo aspetto e negando le caratteristiche positive.

Una minoranza di persone, dotata di maggiore senso critico, dotata di maggior senso di giustizia e di un idealismo che aspira a migliorare la società, è portata ad analizzare la realtà e ad accorgersi di tutte le ingiustizie e le incoerenze che ci sono, sia nel mondo che nella propria comunità.

Queste persone si indignano e si battono con cognizione di causa, proprio perché vorrebbero sempre far trionfare la giustizia, difendere le minoranze, punire i prepotenti, combattere le idee e le mentalità sbagliate, ma spesso nella loro comunità o nella società non vengono capite, vengono viste come una minaccia, come dei nemici, perché spezzano una catena e dei modi di pensare uguali da secoli e perciò conosciuti e rassicuranti.

Altro aspetto da valutare per quel che riguarda il modo di giudicare della società, è il criterio che si usa, che spesso porta ad essere più severi e punitivi con chi è più onesto ed ha sempre un comportamento impeccabile e ad assolvere chi agisce per pochezza umana o per mancanza di scrupoli o per i suoi vantaggi.

Si sa che la società se la prende sempre con i più deboli, con chi non ha potere, non ha voce, non ha autorità, non ha un ruolo ed anche nelle piccole comunità come gli ambienti di lavoro, la scuola, la famiglia, si tende sempre a far sentire in colpa o a ricattare moralmente la persona più dipendente dagli altri, dal giudizio o dall’approvazione altrui, che è facilmente attaccabile o ha una posizione sociale debole e perciò parte già in svantaggio o non è considerata già a priori.

Se chi ha potere non è all’altezza del ruolo che ricopre, approfitta di questo modo di pensare e ne abusa. Chi è veramente immorale, chi non è onesto, sa bene come nascondere le proprie pochezze e le proprie dissolutezze ed è sempre pronto a dare addosso a chi è onesto ma può avere nel corso della vita atteggiamenti che sono considerati sbagliati in modo vero o presunto dalla collettività, anche se in genere chi è onesto e corretto di base, avrà sempre un buon motivo per i suoi atteggiamenti e comunque può sbagliare come tutti perché è un essere umano.

Nessuno è esente da errori o atteggiamenti sbagliati, poi ovviamente dipende dal tipo di persona, dalla sua morale, correttezza e onestà. Anche le persone migliori nel corso della vita possono avere qualche incidente di percorso, ma in genere hanno sempre una ragione valida e profonda per fare ciò che fanno, a differenza di chi ha una natura caratterizzata dalla povertà di spirito, da una maschera di finto perbenismo e finto moralismo e agisce sempre per fini egoistici o per prevaricazione o per disprezzo e mancanza di rispetto verso il prossimo.

Questi tipi non vogliono essere giudicati e sono i primi a dare addosso e mettere in risalto ogni aspetto negativo, ogni errore vero e presunto di chi è migliore di loro e la società, la loro comunità di appartenenza, ragiona con lo stesso sistema, cioè indulgenza e assoluzione verso coloro i quali sono pieni di pochezze e bassezze umane e severità e durezza verso le persone più oneste e ricche interiormente che agiscono con cognizione di causa ma a cui spesso si fa fare da capro espiatorio. Così si fa il gioco di chi è veramente una persona negativa.

Come se ai cattivi fosse concesso tutto e ai buoni invece non si fa sconti e li si mette sempre sul banco degli imputati. Questo è un modo di ragionare primitivo. Il modo di ragionare di chi è idealista è esattamente l’opposto, cioè maggiore comprensione verso chi ha purezza d’animo e severità verso chi è vuoto e marcio.

La società però non ha mai ragionato così, perché in pochi sanno distinguere i buoni dai cattivi, il bene dal male, chi agisce per il bene della società e chi per la propria mania egoistica di potere e di comando. La società non ha bisogno di paladini della giustizia, ma di un padrone e di un gregge da seguire, che inganna e non è mai un buon esempio e che si sente screditato da chi è migliore di lui, perciò ha bisogno di infangarlo, di appigliarsi a qualunque cosa da usare contro di lui, per far sì che il potere sia sempre in mano a chi non lo mette a disposizione degli altri in modo disinteressato, ma in modo capzioso fa credere di sapere tutto, di essere integerrimo, quando in realtà è solo schiavo del piacere di comandare senza avere meriti per poterlo fare. E la società esegue, ignara del fatto che così fa del male a se stessa e agli altri.

Quando la società imparerà a non dar credito a chi usa sotterfugi e metodi loschi per trascinare la gente a sé e darà valore a chi è veramente interessato non ad avere potere e comandare, ma solo a far sì che al mondo ci sia più umanità, giustizia e solidarietà, la gente si sarà emancipata dal bisogno di dipendere da chi usa la forza non come valore positivo, ma solo come prevaricazione e bisogno edonistico di conferme al vuoto e al disvalore.

Delia Martyn – 2018 – Tutti i diritti riservati.

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